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giovedì 18 novembre 2010

In viaggio da Aquileia al Timavo

Lungo le vie dell'acqua con gli antichi romani
17.11.2010

Dott.ssa Desirè Dreos

Fino a 300 anni fa la nostra zona costiera era lagunare. Vi erano aree di palude che si susseguivano fino al Timavo.
Vi era, inoltre, la presenza di grandi canali navigabili che penetravano nel territorio.
La bisiacaria era lo spartiacque tra le aree lagunari e quelle alte che scendevano fino alla Dalmazia.
I "navicularii" erano soliti navigare lungo la costa frastagliata mentre i "nautae" navigavano nei canaloni. Questi navigatori dovevano cambiare imbarcazioni per passare da una tipologia di paesaggio all'altra.
In questa zona vi era l'incontro tra i prodotti della terra (pietra e vinum pucinum) e i prodotti del mare (branzino del Timavo).
Il paesaggio era costantemente in mutamento non solo durante le stagioni, ma anche durante la giornata.
Grado ed Aquileia erano strettamente connesse grazie all'organizzazione sistematica e simbiotica dei loro porti.
Nella laguna di Grado sono stati individuati molti attracchi sia per grandi navi, che solcavano il Mediterraneo, sia per piccole imbarcazioni.
Vi erano nel porto vari punti di trasbordo e trasferimento da un'imbarcazione all'altra dei prodotti che avevano un'altra destinazione geografica.
Nel porto erano presenti sia cantieri che magazzini per lo stoccaggio dei prodotti.
Sono state eseguite delle indagini subacque a partire dagli anni '80 che hanno portato anche alla scoperta della Julia Felix.
Nell'entroterra vi erano impianti produttivi, residenze e aree sepolcrali.
I pescatori non vivevano ad Aquileia, ma a Grado dove vi erano anche le ville dei proprietari dei magazzini.
Vi erano tre grossi canali navigabili che conducevano ad Aquileia e tre di dimensioni minori. Questo garantiva un accesso facilitato al mercato di Aquileia contribuendo, così, allo sviluppo economico del territorio circostante.
L'interland di Aquileia era dedito alle attività produttive ed era protetto dal sistema dei canali. Le merci prodotte erano sufficienti per la sussistenza in caso di guerra.
I canali arrivavano anche ad Aquas Gradatas (San Canzian d'Isonzo). Qui veniva prodotto in una fabbrica il murex per la produzione del color porpora. San Canzian era allora, più di adesso, internazionale per i suoi prodotti.
Anche Staranzano era solcata dai canali fino a Riva del Cop (riva= imbarco e cop= laterizio) il cui toponimo, ancora esistente, identifica la presenza di magazzini per lo stoccaggio dei laterizi che provenivano dalle fabbriche aquileiesi. Nei pressi della Marcelliana, in località Panzano, vi era un'altra fabbrica di laterizi.
Anche la toponomastica è importante al fine di capire le catatteristiche che un determinato luogo poteva avere nel passato. Il toponimo di "Bistrignia", ad esempio, deriva da "Pistrinum" ovvero "luogo dove si macina il grano" che denota, pertanto, la presenza di un mulino.
Il toponimo "Panzano", invece, trae origine da "Insula Paciana" dove venivano prodotti i laterizi che venivano poi trasportati attraverso la via Gemina.
La "Marcelliana" è contraddistinta da un toponimo che vede origine nel termine "imbarcazione", infatti, secondo la credenza popolare, la Madonna della Palude era apparsa su una barca.
In queste aree vi era sia la presenza di acqua dolce che salata.
Essendo un popolo di lavoratori è probabile che le persone vivessero in casoni di mattoni e legno e le coperture fossero realizzate in canne palustri che avevano una funzione di impermeabilizzazione. Nei casoni vivevano più nuclei famigliari ognuno dei quali dedito ad un particolare lavoro.
Con lo sviluppo economico queste case furono trasformate in ville di rappresentanza.
L'area del Lacus Timavi nel I e nel II sec. aveva un grande ruolo economico determinante e si trovava nel suo periodo di maggior sviluppo. Qui, infatti, vi fu un forte fenomeno di inurbamento. Le ville che erano presenti nell'area erano tutte rustiche.
La villa era un microcosmo: produceva sia per sè che per il mercato ed aveva, pertanto, una parte destinata alla produzione e una alla abitazione.
Erano delle ville davvero imponenti: vi erano terme, fontane con giochi d'acqua, piccoli teatri, un gran numero di camere, giardini etc.
Una di queste ville è quella del Randaccio che, in seguito a rinvenimenti fortuiti, è stata scavata dal 1977 al 1994. È un edificio terrazzato di notevole metratura. La sola parte residenziale è composta da 40 vani suddivisi su tre livelli per un totale di 1300mq. La villa era una mansio e questo giustifica la numerosità dei locali di cui era composta.
La casa del Locavaz è stata scavata e in seguito a ciò sono emersi tre vani, ma molti altri giacciono ancora nel sottosuolo in attesa di essere scoperti.
L'edificio era ad uso abitativo e vi era anche la presenza di una fornace per la creazione di ceramica da mensa.
Queste case poggiavano direttamente sulla roccia carsica che costituiva da fondazione.
La villa di via Colombo è stata indagata negli anni '90. Essa è divisa nella parte abitativa e in quella produttiva. Vi è un bacino nel quale veniva convogliata sia acqua dolce che acqua salata per ricreare un ambiente salmastro per la produzione di murex.
La villa di via delle Mandrie presenta una pianta ad "U" con un corpo centrale terrazzato. All'interno dell'edificio vi era la presenza di una piccola area termale.
Durante gli scavi sono stati rinvenuti pesi da telaio si crede pertanto che la lana prodotta veniva qui tessuta.
La villa della Punta è stata scavata e le indagini hanno portato alla luce una trentina di vani. Nell'ala ovest è stata rinvenuta una pressa di olive.
Vi era anche qui un'area termale e lì vicino è stata ritrovata la barca che oggi vediamo ad Aquileia poiché gli abitanti del luogo immettevano i loro prodotti via mare.
Le terme di Monfalcone sono talmente importanti da essere presenti persino sulla tabula Peuntingeriana dove vengono rappresentate grandi quasi quanto Aquileia a sottolineare la loro importanza.
Sono stati scavati pochissimi di questi bagni, ma da queste indagini si è potuto capire che lo stabilimento era davvero imponente: vi era una piscina, giardini, una palestra, etc.

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