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sabato 28 novembre 2009

Vivere a Gorizia (?)

Personalmente a Gorizia ormai ci dormo e lavoro solamente e per cercare un po' di divertimento e giovani devo trasferirmi altrove (quindi con costi di combustibile e di conseguenza di inquinamento che gravano su di me e su tutta la collettività). Inoltre la prospettiva anche solo di rimanere in città per una sola serata davvero mi deprime perchè so che, eccetto ad un gelato o ad un aperativo, ha ben poco da offrire e sinceramente ho l'impressione che negli ultimi anni la situazione sta progressivamente peggiorando con le varie ordinanze antischiamazzi. Vorrei ricordare che quello degli schiamazzi non è solamente un problema di Gorizia ma di tutte le città. Se c'è gente che disturba allora si agisce sui singoli e non su tutta la massa. Insomma mi sembra che si stia facendo di tutta l'erba un fascio e l'inevitabile conseguenza è la dipartita dei giovani verso altri luoghi di svago.
Secondo me il problema fondamentale è che si da troppo adito alla parte di cittadinanza adulta/anziana perchè ormai i giovani sono considerati tutti come degli sfaccendati che pensano solo ad ubriacarsi. Invece bisognerebbe ricordarsi che oltre a questi ci sono molti altri giovani meritevoli che la sera vorrebbero trovare svago nella propria città senza necessariamente "espatriare" verso altri luoghi anche perchè, diciamolo chiaramente, non tutti se lo possono permettere.
Vorrei infine ricordare che dall'a.a. 2009/2010 l'offerta formativa universitaria verrà ampliata con l'arrivo della facoltà di Architettura di Trieste e mi chiedo quali svaghi possa offrire la nostra città ai futuri studenti.
Ora vorrei sollevare un'ultima questione di cui ho parlato sul mio blog ma che riguarda, secondo me e secondo le persone con cui ho avuto modo di confrontarmi,la gestione della publicizzazione degli eventi nella nostra Regione. Pubblico il link per evitare di ripetermi:

http://urbanlandscapesandarchitectures.blogspot.com/2009/08/una-proposta-per-la-gestione.html

Spero vivamente che un giorno questa situazione possa subire un'inversione di tendenza altrimenti sempre più la nostra cara città, che storicamente era un fiore all'occhiello, andrà incontro ad un declino nemmeno troppo lento a quanto pare.

venerdì 6 novembre 2009

L'evoluzione umana tramite la storia dei numeri - dalla Preistoria alle civiltà Assiro Babilonesi

Giovedì 05.11.2009
1,2 molti. Sensazioni numeriche degli uomini del paleolitico - prof.ssa Diana Bitto
Società Friulana di Archeologia - sezione Isontina


Nel cervello dell'uomo non troviamo un'area anatomica dedicata alla matematica. Essa è una conoscenza acquisita nel corso dei millenni. Gli uomini d'oggi acquisiscono in 7-8 anni conoscenze che hanno voluto migliaia di anni di evoluzione per essere scoperte dai nostri antenati.
Non siamo ancora abilissimi nella matematica, si può però affermare che esiste una "sensazione matematica". Se presentiamo due figure una con 7 bottiglie e una con 7 bicchieri un bambino che non sa contare alla nostra domanda ci sono più bottiglie o più bicchieri risponderà certamente che ci sono più bottiglie poichè il primo gruppo è più voluminoso del secondo e il bambino associa al volume la maggiore alla quantità.
Dopo migliaia di anni dall'apprendimento del linguaggio, l'uomo sentì la necessità di contare. Sono state ritrovate delle ossa di animale che presentano sulla loro superficie delle tacche, l'uomo che le ha fatte non sta ancora contando ma sta annotando dei cicli (giorno/notte, stagioni, etc.).
Ad un certo punto l'uomo si evolve e comincia a distinguere l'uno, dal due ma al tre riscontra dei problemi: infatti gli ominidi indicavano il tre come "tanti". A pensarci bene anche l'uomo di oggi ha difficoltà a percepire a colpo d'occhio una quantità superiore al 4.
C'è un aneddoto secondo il quale in un'antica tribù un uomo propose di barattare 2 coltelli e per ognuno di essi avrebbe ricevuto 2 pecore. Fatto è che sis prese 4 pecore e se ne andò. Ma gli abitanti del villaggio lo richiamarono infuriati perchè credettero di essere stati truffati. L'uomo tornò, restituì due delle quattro pecore e le rimanenti le portò fuori, gli abitanti non vedendo più le altre pecore gli diedero le altre due che gli spettavano.

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